Per la presidente della Confederazione Sommaruga "La Conferenza sul clima è un’opportunità storica"

Berna. In occasione dell’apertura della 21a Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP 21) a Parigi la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha rappresentato il nostro Paese all’incontro dei Capi di Stato e di Governo. Nel suo discorso si è detta favorevole alla conclusione di un accordo sul clima vincolante e valido a livello internazionale. Il riscaldamento climatico e le sue ripercussioni sull’essere umano e sull’ambiente sono tra le sfide più urgenti che la comunità internazionale è chiamata ad affrontare, ha affermato lunedì a Parigi. A tutti i Paesi incombe perciò la responsabilità di fornire contributi efficaci per limitare i cambiamenti climatici.
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga alla conferenza di Parigi sul clima (COP 21) con il presidente François Hollande, Segolène Royal, Laurent Fabius, Ban Ki-moon e Christiana Figueres
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga alla conferenza di Parigi sul clima (COP 21) con il presidente François Hollande, Segolène Royal, Laurent Fabius, Ban Ki-moon e Christiana Figueres (foto: Keystone)

Lunedì, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha aperto la 21a Conferenza delle Nazioni Unite sul clima assieme ad altri 140 Capi di Stato e di Governo provenienti da tutto il mondo. Nel suo discorso ha sottolineato che i cambiamenti climatici sono una seria minaccia per il nostro pianeta. Anche la Svizzera ne è direttamente interessata: "I nostri ghiacciai fondono e ogni anno si ritirano sempre più" e questo potrebbe avere gravi conseguenze per il nostro Paese.

"La Conferenza sul clima a Parigi è un’opportunità storica", ha dichiarato Simonetta Sommaruga. La Comunità internazionale deve ora concludere un accordo sul clima che obblighi tutti i Paesi del mondo a ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Proteggere il clima per le future generazioni è una responsabilità comune a tutti gli Stati, ha sostenuto Sommaruga. A tal fine occorre concludere un accordo sul clima giuridicamente vincolante, dinamico ed equo.

La Conferenza dura due settimane

La Conferenza delle Nazioni Unite sul clima si tiene a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015. Durante le prossime due settimane i 196 Stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul clima dovranno trovare un’intesa sugli elementi chiave di un accordo internazionale sul clima per il periodo successivo al 2020. Tre aspetti risultano prioritari: la diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra responsabili del riscaldamento climatico, l’adeguamento ai cambiamenti climatici e il sostegno, mediante mezzi finanziari e trasferimento di tecnologia, alla politica in materia di clima perseguita dai Paesi in sviluppo. La consigliera federale Doris Leuthard parteciperà ai negoziati nella seconda settimana della Conferenza. Gli obiettivi nazionali annunciati finora per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra non bastano a limitare l’aumento del riscaldamento globale a meno di due gradi Celsius entro il 2100. Affinché gli obiettivi annunciati vengano effettivamente raggiunti, la Svizzera è anche favorevole all’adozione di regole comuni che permettano di fissare e controllare tali obiettivi.

Ultima modifica 30.11.2015

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