Ministri di giustizia e degli affari interni dell’UE a Lussemburgo: incontro incentrato sulle risposte alle sfide migratorie

Berna. Oggi la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha partecipato alla riunione del Comitato misto Schengen, tenutasi a Lussemburgo nell’ambito del Consiglio Giustizia e affari interni dell’Unione europea (Consiglio GAI). All’ordine del giorno le proposte della Commissione europea per l’agenda europea sulla migrazione e la lotta al terrorismo. Sono state discusse in particolare l’attuazione dei programmi europei di reinsediamento e la lotta ai passatori nel Mediterraneo.

Il comitato misto Schengen riunisce i ministri di giustizia e dell’interno degli Stati membri dell’UE e degli Stati associati a Schengen e Dublino. In occasione dell’incontro di martedì sono state discusse varie questioni attinenti alla migrazione nello spazio Schengen, tra cui l’agenda europea sulla migrazione presentata dalla Commissione europea il 13 maggio 2015. Il forte aumento dei movimenti migratori nello spazio Schengen costituisce una sfida fondamentale per tutta l’Europa: infatti le situazioni drammatiche che ne conseguono richiedono nuove misure nel quadro di una politica migratoria coerente.

Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si dice favorevole all’agenda europea sulla migrazione. Ritiene che il progetto della Commissione europea, comprendente misure a breve e lungo termine, sia la risposta adeguata alle sfide attuali. Ha affermato che la Svizzera è disposta a fare la sua parte, evidenziando la decisione del Consiglio federale di accogliere un contingente di profughi siriani. Sommaruga ha spiegato che la Svizzera è disposta a vagliare l’opportunità di contribuire al programma di ripartizione non appena l’UE avrà introdotto tale meccanismo per i richiedenti l’asilo. Ha inoltre ribadito la disponibilità della Svizzera a partecipare al programma di reinsediamento europeo, che è in linea con quanto deciso dal Consiglio federale.

L’introduzione di una chiave di ripartizione è una richiesta che la Svizzera avanza da tempo. La presidente della Confederazione Sommaruga ha confermato che la Svizzera esaminerà il proprio contributo non appena l’Europa avrà deciso in merito.

Sommaruga ha sottolineato che alla luce dell’attuale situazione sul fronte dei profughi, gli interventi puramente nazionali sono destinati a fallire: occorre decidere misure immediate comuni e attuarle senza indugio. Ha ricordato come il buon funzionamento del sistema Dublino, che va rafforzato, presupponga la registrazione senza eccezioni dei richiedenti l’asilo.

Lotta al terrorismo

La Svizzera e gli altri Stati associati a Schengen sono inoltre stati invitati a partecipare ai colloqui sulla lotta al terrorismo, che hanno visto la continuazione dei dibattiti lanciati a inizio anno e la descrizione dei progressi fatti da allora. La presidenza del Consiglio e il coordinatore per la lotta contro il terrorismo hanno presentato i loro rapporti sull’attuazione delle misure negli Stati membri. La minaccia inerente al terrorismo e ai jihadisti riguarda tutti i Paesi europei.

Ultima modifica 16.06.2015

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