Il presidente francese François Hollande in visita ufficiale in Svizzera

Berna. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha fatto gli onori di casa al presidente francese, François Hollande, che si trova a Berna per una visita di Stato di due giorni. È il primo presidente francese giunto in Svizzera in veste ufficiale dal 1998. La visita è incentrata sulla politica europea, la cooperazione nelle questioni internazionali e le relazioni economiche.

Il Consiglio federale in corpore ha ricevuto mercoledì mattina l’ospite francese con gli onori militari sulla Münsterplatz di Berna. Al discorso di benvenuto della presidente della Confederazione e del presidente Hollande, sono seguiti i colloqui ufficiali presso il Bernerhof. "Questa visita di Stato può rappresentare il preludio a una nuova fase per i rapporti franco-svizzeri, una fase caratterizzata da fiducia, amicizia e cordialità", ha sottolineato la presidente della Confederazione. Le buone relazioni franco-svizzere incidono anche sulla collaborazione della Svizzera con il resto dell’Unione europea.

Le relazioni tra la Svizzera e l’UE hanno costituito un tema centrale dei colloqui ufficiali. Le due delegazioni hanno inoltre discusso su questioni che riguardano la politica migratoria dell’Europa e la sicurezza internazionale. Sono stati toccati anche vari argomenti di natura economica, quali la positiva collaborazione economica, la formazione e la ricerca. I due Paesi puntano in particolare sullo sviluppo sostenibile e la protezione del clima. Entrambe le parti hanno riconosciuto l’importanza considerevole della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Parigi nel 2015, durante la quale sarà sancito un nuovo accordo internazionale sulla protezione climatica.

Delegazione governativa di alto livello

Oltre al presidente Hollande, hanno partecipato ai colloqui ufficiali anche cinque membri del Governo francese: Ségolène Royal, ministra dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, Najat Vallaud-Belkacem, ministra dell’educazione nazionale, dell’insegnamento superiore e della ricerca, François Rebsamen, ministro del lavoro dell’occupazione, della formazione professionale e del dialogo sociale, e due segretari di Stato. La presidente della Confederazione era accompagnata dai consiglieri federali Johann N. Schneider-Ammann, Doris Leuthard, Eveline Widmer-Schlumpf e Didier Burkhalter.

Durante gli incontri ufficiali il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, vicepresidente del Consiglio federale e capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ha fornito informazioni in merito al mercato del lavoro in Svizzera. In seguito si è discusso sulle relazioni bilaterali nel settore della formazione e della ricerca, considerato che la Francia è uno dei principali Paesi partner per i ricercatori svizzeri.

La consigliera federale Doris Leuthard, capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione (DATEC), ha sottolineato l’importanza della conferenza dell’ONU sul clima, che si svolgerà a Parigi nel dicembre 2015 sotto l’egida del presidente francese. La consigliera federale a capo del DATEC ha offerto al presidente Hollande il sostegno della Svizzera per i preparativi della conferenza. In seguito è stato affrontato il tema legato alla conclusione di un accordo sull’energia elettrica con l’Unione europea che, oltre ad essere d’interesse per la Svizzera, rafforzerebbe la sicurezza di approvvigionamento dell’UE e della Francia.

Di fronte al presidente Hollande, la consigliera federale Widmer-Schlumpf, capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF), ha rilevato che nei mesi scorsi sono stati compiuti ampi progressi nella composizione delle divergenze in materia fiscale, sottolineando il buon funzionamento dell’assistenza giudiziaria, l’avanzamento della regolarizzazione del passato e la preparazione in corso dello scambio automatico di informazioni secondo norme globali. Sono peraltro già stati avviati colloqui per il reciproco accesso al mercato che terranno conto sia della normativa europea sia degli stretti rapporti esistenti tra i due Paesi. La Confederazione auspica inoltre che le banche svizzere siano trattate con equità nei procedimenti giudiziari francesi. A questo proposito è stata ribadita la necessità di rispettare rigorosamente la procedura ordinaria nell’assistenza giudiziaria.

Da parte sua, il consigliere federale Didier Burkhalter, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha evidenziato i vantaggi per entrambi i Paesi che comportano l’aeroporto di Basilea-Mulhouse e le aziende che vi lavorano con i rispettivi impiegati. Secondo il capo del DFAE, il mutuo interesse e la reciproca comprensione sono importanti affinché Svizzera e Francia possano conseguire obiettivi comuni anche sul piano internazionale. Le delegazioni svizzera e francese hanno infine menzionato la situazione in Ucraina e sottolineato la necessità di applicare gli accordi di Minsk e di sostenere la missione di osservazione dell’OSCE e il gruppo di contatto trilaterale.

Seconda giornata a Zurigo e Losanna

Come da tradizione, una cena di gala a Berna con il Consiglio federale ha fatto da corollario alla prima giornata della visita di Stato. Nella giornata di giovedì i presidenti di Svizzera e Francia si recheranno con le rispettive delegazioni nella regione di Zurigo e di Vaud. Il programma prevede visite a istituti di formazione e a imprese che contribuiscono ai numerosi scambi tra la Svizzera e la Francia e che si distinguono per l’attività di ricerca, lo spirito innovativo e lo sviluppo sostenibile. Particolare attenzione sarà data al sistema duale di formazione professionale della Svizzera, nonché all’interazione esistente tra produzione culturale, ricerca e tecnologia.

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Ultima modifica 15.04.2015

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