La Svizzera e la Tunisia istituiscono un partenariato in materia di migrazione

Comunicati, DFGP, 11.06.2012

Berna. In data odierna, la Svizzera e la Tunisia hanno concluso a Tunisi un partenariato in materia di migrazione. La consigliera federale Simonetta Sommaruga e il ministro degli affari esteri tunisino Rafik Abdessalem hanno firmato un protocollo d’intesa volto a istituire il partenariato in materia di migrazione, un accordo di cooperazione nel settore della migrazione e un accordo relativo allo scambio di giovani professionisti.

Seguendo un approccio globale, che tiene conto sia delle sfide sia delle opportunità della migrazione, il Consiglio federale prosegue i suoi sforzi per rafforzare la cooperazione internazionale in materia di migrazione. La Svizzera e la Tunisia si sono impegnate a istituire questo partenariato con iniziative e progetti concernenti i vari ambiti della migrazione. I progetti sono tesi a sostenere il ritorno volontario, lottare contro la migrazione irregolare nonché proteggere meglio i rifugiati e i migranti vulnerabili in Tunisia. Inoltre, verrà istaurato un dialogo migratorio regolare.

Accordo di riammissione

L’accordo di cooperazione nel settore della migrazione disciplina in modo più dettagliato le questioni legate alla riammissione e alla reintegrazione. Inoltre, incentiva e assiste il ritorno volontario e la Tunisia s’impegna a riammettere sul proprio territorio i cittadini che non hanno o non hanno più il diritto di soggiornare in Svizzera.

L’accordo sullo scambio di giovani professionisti riguarda giovani tra i 18 e i 35 anni, titolari di una formazione completa e desiderosi di perfezionare le loro conoscenze professionali e linguistiche nel Paese partner. I permessi di soggiorno e di lavoro sono validi per la durata di dodici mesi, con la possibilità di una proroga di altri sei mesi, e sono rilasciati a condizione che l’interessato abbia trovato un posto di stagista nel Paese partner nell’ambito in cui ha acquisito le sue conoscenze professionali o tecniche. Il contenuto dell’accordo corrisponde a quello dei 35 accordi conclusi finora dalla Svizzera nell’ambito dei tirocinanti (giovani professionisti).

Impegno nell’Africa settentrionale

Il rafforzamento della cooperazione in materia di migrazione con la Tunisia fa parte del maggiore impegno assunto dalla Svizzera nell’Africa settentrionale in seguito ai rivolgimenti politici dell’anno scorso. L’11 marzo 2011, il Consiglio federale aveva adottato una strategia interdipartimentale per l’Africa settentrionale, incentrata su tre settori chiave: il sostegno della transizione verso la democrazia e i diritti dell’uomo; lo sviluppo economico e la creazione di nuovi posti di lavoro; la gestione durevole della migrazione e la protezione dei gruppi di popolazione più esposti. La Svizzera s’impegna attivamente per favorire la transizione politica in Tunisia.

In seguito alla rivoluzione tunisina all’inizio del 2011, i flussi migratori verso l’Europa sono considerevolmente aumentati. Nel 2011 le domande d’asilo di richiedenti tunisini costituivano il 18 per cento di tutte le domande presentate in Svizzera (rispetto al 6,4% nel 2010). Da dicembre 2011 la cooperazione con la Tunisia nell’ambito del ritorno si è pertanto intensificata parallelamente ai negoziati. La Svizzera ha inoltre preparato un programma d’aiuto al ritorno per i cittadini tunisini che soggiornano illegalmente sul territorio svizzero.

Campo di rifugiati situato alla frontiera tra la Tunisia e la Libia

La Tunisia stessa ha accolto un numero importante di persone fuggite dalla Libia in seguito alla guerra civile. La consigliera federale Simonetta Sommaruga si è recata nel campo profughi di Shousha, situato alla frontiera tra la Tunisia e la Libia. Al momento sono circa 3000 le persone accolte in questo campo, la maggioranza proveniente dall’Africa subsahariana. La Svizzera finanzia un programma che fornisce sostegno al ritorno e alla reintegrazione di determinati cittadini di Stati terzi accolti nel campo menzionato e tenuti a lasciarlo quanto prima.

Il capo del DFGP ha anche reso visita alla scuola Bir Lahmar a Tataouine, che fa parte di un progetto di risanamento di sei scuole, situate nel sudest della Tunisia. Questa regione ha particolarmente sofferto della guerra civile in Libia e della migrazione in seguito al conflitto. Il progetto finanziato dalla Svizzera intende offrire a più di 2500 alunni spazi scolastici che rispondono ai criteri dell’insegnamento moderno. Il progetto offre inoltre possibilità di lavoro per piccole e medie imprese locali.

A Tunisi, la consigliera federale Simonetta Sommaruga si è anche intrattenuta con il ministro dell’interno Ali Laàrayed, il ministro dei diritti umani Samir Dilou e il ministro della giustizia Nouredinne Bhiri. Ha inoltre incontrato rappresentanti della società civile tunisina per discutere della situazione politica e sociale del Paese.

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