No all’elezione del Governo da parte del Popolo: l’elezione da parte del Parlamento è un sistema collaudato

Comunicati, Il Consiglio federale, 16.05.2012

Berna. L’elezione del Consiglio federale da parte del Popolo avrebbe conseguenze negative per il sistema democratico svizzero. Indeboliti sarebbero l’equilibrio tra Governo e Parlamento e l’armonia e la collegialità nel Consiglio federale. L’influenza esercitata dai partiti andrebbe a scapito della politica reale. È proprio alla luce di queste considerazioni che il Consiglio federale ha raccomandato di respingere l’iniziativa popolare "Elezione popolare del Consiglio federale" senza controprogetto e mercoledì ha approvato il relativo messaggio da presentare al Parlamento.

Secondo i promotori dell’iniziativa, l’elezione del Consiglio federale da parte del Popolo rafforzerebbe i diritti popolari e la legittimazione democratica del Governo. In linea di principio il Consiglio federale sostiene queste richieste, ma è tuttavia convinto che gli effetti negativi di un’elezione popolare prevalgano nettamente sui possibili vantaggi. A suo parere l’iniziativa vuole risolvere un problema inesistente: l’elezione dei consiglieri federali da parte del Parlamento è un sistema già collaudato da anni e uno dei motivi che garantiscono alla Svizzera cooperazione pacifica, stabilità e benessere.

Il Consiglio federale al servizio dei partiti

In caso di elezione da parte del Popolo, l’influenza esercitata dai partiti sui membri del Governo indebolirebbe la loro attività governativa e la allontanerebbe dalla politica reale. I membri dell’esecutivo rischierebbero di essere visti solo come rappresentanti politici, candidati di punta del loro partito. La credibilità del Governo ne risentirebbe e anche il principio della collegialità subirebbe un’ulteriore pressione.

Il Consiglio federale permanentemente in campagna elettorale

Nella seconda parte della legislatura, la campagna elettorale richiederebbe ai consiglieri federali un notevole impegno di tempo, il che si ripercuoterebbe negativamente sulle loro attività ufficiali e quindi sulla politica del Paese. I membri del Collegio esecutivo potrebbero arrivare al limite delle proprie capacità con gravi conseguenze soprattutto in caso di situazioni di crisi.

Nel suo messaggio il Consiglio federale ricorda inoltre i costi elevati delle campagne elettorali, il cui finanziamento creerebbe una dipendenza economica dei membri del Governo e dei loro partiti da singoli cittadini facoltosi, imprenditori o gruppi d’interesse. I costi delle campagne elettorali farebbero guadagnare importanza ai partiti nazionali a scapito di quelli cantonali, creando tendenze centralistiche.

In pericolo la stabilità delle istituzioni

Con l’elezione diretta del Governo, l’Assemblea federale perderebbe un’importante competenza. Il controllo sul Parlamento da parte dell’esecutivo verrebbe indebolito. Il consolidato equilibrio tra i poteri, che riserva al Collegio esecutivo solamente un’autorità limitata, si modificherebbe. Il Consiglio federale sottolinea nel suo messaggio anche il rischio di un moltiplicarsi di disaccordi o conflitti di competenze tra Governo e Parlamento, il che potrebbe portare a uno stallo della politica.

In pericolo l’equilibrio nel Consiglio federale

Rispetto all’attuale sistema elettorale, l’elezione diretta favorirebbe i Cantoni densamente popolati e gli agglomerati urbani a scapito delle zone rurali. Il Consiglio federale teme pertanto un indebolimento dell’equilibrio confederale; senza contare che sarebbe più difficile tenere simultaneamente conto di più criteri d’idoneità (partito, appartenenza linguistica, regione, sesso, esperienza).

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