Ufficio federale della migrazione

Misure di lotta alla migrazione illegale

Comunicati, UFM, 13.11.2008

Berna. Il Corpo svizzero delle guardie di confine e l'Ufficio federale della migrazione attuano misure congiunte per lottare contro la migrazione illegale. Incoraggianti i primi risultati.

In risposta alla forte pressione migratoria e al crescente numero di domande d'asilo in Svizzera, dal settembre 2008 il Corpo svizzero delle guardie di confine (Cgcf) e l'Ufficio federale della migrazione (UFM) svolgono azioni comuni tese a lottare contro la migrazione illegale.

In tale contesto, la collaborazione tra Cgcf e UFM è stata intensificata in particolare nei settori dell'analisi della situazione, dello scambio d'informazioni e della cooperazione operativa. Ne consegue una maggiore efficienza per quel che riguarda le analisi della situazione e l'impiego degli strumenti disponibili. Grazie alla nuova definizione delle priorità del Cgcf nel quadro delle azioni summenzionate sono stati intensificati segnatamente i controlli del traffico stradale e ferroviario nonché della frontiera verde. Ciò ha consentito al Cgcf, tra settembre e ottobre, di mettere al sicuro 412 documenti di legittimazione falsificati e di impedire 320 entrate illegali.

La consultazione del sistema AFIS (sistema automatizzato d'identificazione delle impronte digitali) ha consentito ai quattro centri di registrazione e procedura per richiedenti l'asilo gestiti dalla Confederazione (CRP di Basilea, Chiasso, Kreuzlingen e Vallorbe) di meglio identificare e comprendere gli itinerari dei richiedenti l'asilo e di scoprire precedenti tentativi di entrare illegalmente in Svizzera. Il buon esito della collaborazione più ravvicinata tra Cgcf e UFM si manifesta in particolare nel settore dei raffronti delle impronte digitali rilevate dai due organi. Se negli scorsi anni il raffronto delle impronte digitali rilevate dall'UFM con quelle registrate dal Cgcf in occasione di precedenti controlli risultava in circa 55 riscontri congruenti al mese, nel settembre 2008 tale numero è passato a 158 e a ottobre addirittura a 181 casi, segnando un netto aumento.

Questi riscontri congruenti accrescono le opportunità di rimpatriare gli interessati verso Stati terzi in base agli accordi di riammissione esistenti.

Altre informazioni

Thomas Schrämli, Responsabile Comunicazione e media Cgcf, Monbijoustrasse 40, 3003 Berna, tel. diretto 031 322 68 19

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